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Narentani
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I mwbaNarentani furono una popolazione di origine mwbqslava, insediatasi nella mwbgDalmazia meridionale nell'mwbwAlto Medioevo. Ebbero a lungo fama di pirati.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Il territorio su cui si insediarono era di difficile coltivazione e non permetteva di ottenere grandi raccolti; i Narentani seguirono allora l'esempio che 1500 anni prima veniva offerto dai pirati illirici della regina mwegTeuta.
A sua volta il territorio della Pagania prese questo nome dal fatto che i Narentani rifiutarono a lungo di accettare il mwiqcristianesimo che invece avevano abbracciato i vicini mwigCroati. Il mwiwmwjaDe Administrando Imperio, opera bizantina del 950 circa, descrive il territorio ancora con questo nome.
La pirateria
Data la debolezza dell'mwjwImpero romano d'Oriente i Narentani riuscirono a crescere in forza fino a quando non entrarono in diretto conflitto con l'altro Stato che stava crescendo approfittando della debolezza degli imperi: mwkaVenezia. Anche se formalmente soggette a Bisanzio, le popolazioni dell'mwkqAdriatico gestivano ormai i loro interessi politici e commerciali autonomamente, l'mwkgImpero bizantino non intervenne mai nelle dispute fra le popolazioni rivierasche, come non intervenne a fermare le incursioni dei mwkwSaraceni.
Al massimo della loro potenza, il territorio dei Narentani comprendeva la fascia costiera continentale a nord del Narenta, le isole di mwlqBrazza, mwlgCurzola, mwlwLagosta, mwmaLesina, mwmqLissa e mwmgMeleda. La loro espansione in direzione dell'Italia e delle coste settentrionali e occidentali dell'Adriatico che anche Venezia stava cercando di conquistare portò presto a frequenti conflitti. Venezia si alleò con i mwmwdalmati, e con il loro aiuto attorno all'mwna840, i mwnqcroati guidati dal duca mwngMislav e i narentani di Držislav furono costretti a un primo trattato di pace; per Venezia lo sottoscrisse il doge mwnwPietro Tradonico, di origine mwoaistriana.
Nell'anno mwog846 però, i narentani erano di nuovo all'attacco e saccheggiavano la città di mwowCaorle. Nell'mwpa870, a metà marzo, furono gli emissari del vescovo che ritornavano dal mwpqConcilio di Costantinopoli ad essere catturati da questo popolo di pagani, che rimasero tali fino a quando mwpgBasilio I riuscì a riunificare la Dalmazia dentro i confini imperiali.
La spedizione di Pietro Candiano I
Il 18 settembre mwqq887 una spedizione punitiva veneziana, guidata dal doge mwqgPietro I Candiano in persona, venne sconfitta nell'entroterra di mwqwMacarsca dai narentani del principe Liudislavo; il doge stesso fu ucciso. Venezia per circa un secolo non fece più grandi campagne contro i narentani, per questo si suppone che i veneziani abbiano pagato un tributo in cambio della libertà di navigazione.cite-ref-1[1]
Nel mwsq943, il 2 febbraio, a Venezia, un gruppo di dodici fanciulle vergini venivano condotte in barca, agghindate con i loro più bei gioielli, al rito della "mwsgPurificazione" alla mwswchiesa di San Nicolò al Lido. I narentani rapirono le fanciulle, ma, attardatisi nei pressi di Porto Santa Margherita (presso Caorle) per spartirsi il bottino, vennero raggiunti e trucidati dalla flotta veneziana rapidamente organizzata dal doge Pietro III Candiano.
La spedizione di Pietro Orseolo II
La serie di battaglie contro Venezia ricorda la spedizione del doge mwuqPietro II Orseolo che nel mwug996 li sconfisse a Lissa. Il 9 maggio dell'anno mwuw1000, dopo una richiesta di aiuto da parte delle popolazioni vicine al Narenta, il doge Orseolo partì per la costa dalmata a capo di una grande flotta. Secondo la tradizione, per la prima volta fu alzato lo stendardo di mwvaSan Marco, con il beneplacito di Bisanzio, ma chiaro simbolo di raggiunta indipendenza. La spedizione di Orseolo II fu determinante e portò alla cattura di alcuni ostaggi, che furono liberati a costo di pesanti concessioni: fine del versamento di tributi da parte di Venezia, garanzia di transito sicuro ed esenzione dai dazi per le galee mercantili. Le condizioni furono accettate, ma le due isole di Cazza e mwvqLagosta resistettero: furono conquistate dopo duri combattimenti. Lagosta, porto principale dei pirati, fu rasa al suolo.
Nonostante ciò i narentani continuarono nei loro atti di pirateria tanto che mwvwpapa Onorio III, nel mwwa1221, indisse addirittura una crociata contro questa popolazione.
La lotta contro Venezia, però, stava diventando impari e nel mwwg1278 i narentani persero tre delle loro isole: Brazza, Lesina e Lissa; infine Venezia, ormai al massimo della sua potenza, riuscì a conquistare la loro piazzaforte di mwwwAlmissa nel mwxa1444. I narentani finirono così assorbiti nei territori controllati dalla Serenissima.
Note
Bibliografia
• citerefcostantino-porfirogenito(EN, EL) Constantine Porphyrogenitus, De Administrando Imperio, a cura di Gy. Moravcsik, traduzione di R. J. H. Jenkins, Dumbarton Oaks, Center for Byzantine Studies Trustees for Harvard University, 1967 [ca. 950]. Ospitato su Google Libri.
• mwag(EN) Constantine Porphyrogennetos, The early history of the Slavonic settlements in Dalmatia, Croatia, & Slavonia, capitoli 29-36 di De Administrando Imperio, a cura di J. B. Bury, London, Society for Promoting Christian Knowledge; New York, MacMillan, 1920. Ospitato su Internet Archive. mwawScheda del libro, su Open Library (archiviato il 4 aprile 2016).
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